Descrizione
Da una parte il cervello, uno degli organi più complessi del corpo umano; dallaltra il denaro, come strumento da lungo tempo utilizzato per favorire il commercio, le attività umane e lorganizzazione stessa della società. Il loro rapporto non è mai stato semplice. Già Aristotele distingueva tra ciò che è «naturale», soddisfare le necessità primarie, e il «non-naturale», in cui è inclusa la ricchezza. Il denaro non ha alcuna caratteristica per rispondere alle dinamiche dei bisogni del corpo, della mente, delle relazioni con lambiente, naturale e sociale. Se esce dalla sua dimensione di strumento, genera anzi lotta, confusione, egocentrismi e maniacalità. Il denaro permette la «sopravvivenza », ma anche il «potere», insito in quella parola «profitto» che per leconomia è la modalità per ottenerlo. E può produrre veri e propri disturbi di dipendenza quando da mezzo diventa fine ultimo, condizionando il presente e il futuro del singolo. In questo senso il minimalismo che nasce come rigetto in molti giovani, se non è un modello da proporre, rappresenta però un primo passo in cui si cerca un modus vivendi che prescinda dai condizionamenti alienanti della dittatura delleconomia. Il dramma, e nello stesso tempo la consapevolezza, è che di fronte al profitto letica umana viene dimenticata. Ecco perchésostiene lautoreoccorre allontanarsi dal culto del Dio-denaro per tornare a uneconomia dal volto umano, allindividuo e al suo significato di essere nel mondo. Una «psicoeconomia» del bene aperta a campi come quelli della fragilità dei sentimenti e delle relazioni e ai valori che sono alla base del vivere comune.
| Editore: | Solferino |
| Collana: | Saggi |
| Codice EAN: | 9788828213444 |
| Anno edizione: | 2024 |
| Anno pubblicazione: | 2024 |
| Dati: | 224 p., brossura |





