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La più antica immaginazione. Leopardi e l’ebraico Nu Kopen

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Descrizione

Nel corso dei suoi studi giovanili, Leopardi si avvicinò alla lingua ebraica tra la fine del 1813 e linizio del 1814, negli stessi mesi in cui avviò lapprendimento del greco. Se però dei suoi studi classici si ha un quadro chiaro, del suo rapporto con lebraico si sa decisamente meno. La lingua veterotestamentaria esercita negli anni uninfluenza silenziosa ma profonda, agendo carsicamente dalle prime prove di traduzione fino al Ciclo di Aspasia. Leopardi studia lebraico da autodidatta, affidandosi a grammatiche, lessici e bibbie poliglotte presenti nella biblioteca paterna; nel 1816 questa conoscenza libresca si misura con la traduzione dei Salmi e del Libro di Giobbe, senza che questi tentativi vedano mai la luce. Sarà solo con la scrittura multiforme e stratificata dello Zibaldone che Leopardi si confronterà realmente con questa lingua, mettendo a frutto le competenze critiche e filologiche acquisite: dellebraico ci consegna unimmagine aurorale e suggestiva, a partire dalla sua morfologia povera, dalle sue strutture grammaticali imprecise, fino ad arrivare a una visione che abbraccia lo stile della poesia biblica in tutta la sua forza immaginifica. La sublimità delle espressioni salmistiche, della loro sovrabbondanza vitale, e il potenziale evocativo degli episodi biblici, cari a Leopardi sin dallinfanzia, si fondono nello stile imperfetto di questa lingua e dei suoi testi, risalenti allalba della scrittura e dunque della civiltà, ancora fanciulli e portatori di una creatività inesauribile.

Editore: Marsilio
Collana: Saggi
Codice EAN: 9788829719150
Anno edizione: 2023
Anno pubblicazione: 2023
Dati: 200 p.,libro in brossura